Seoul S’interroga Sui Nativi Digitali o “Digital Natives”

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Seoul s’interroga sui nativi digitali
Sono quelli della generazione nata con cellulari e computer. Gente sveglia destinata forse a costruire un domani diverso. Se riuscirà a dominare quella che qualcuno chiama dipendenza dalla tecnologia

Seoul – Un servizio del Korea Times riporta alla ribalta la locuzione nativi digitali, un’espressione con cui si indicano coloro che sono nati e stanno crescendo in un mondo sempre più condizionato dallo sviluppo di Internet e dalla diffusione della telefonia mobile, due fattori che in Corea del Sud conoscono livelli di diffusione da primato.

“Alcuni bambini qui – spiega Park Jung-hyun, ricercatore economico di LG, uno dei grandi player coreani dell’ICT mondiale – sembrano prendere in mano il mouse di un computer o un telefonino prima ancora del cucchiaio o dei bastoncini” (usati per mangiare, ndr.). “Sono davvero dei nativi digitali, una generazione totalmente diversa dai propri padri e nonni, o dai nativi analogici“.

Internet è così popolare nel paese che, scrive il quotidiano coreano, secondo uno studio governativo più della metà dei bambini tra i 3 e i 5 anni si collega almeno una volta al mese ad Internet, bimbi che mediamente a 3 anni e 2 mesi fanno conoscenza con la rete.

Che vi sia una predisposizione familiare in Corea a far crescere i più piccoli in un “clima tecnologico” lo dimostra il fatto che operatori mobili come KTF, il secondo nel paese, abbiano varato sistemi di tariffazione ad hoc per ragazzini di quattro anni. “I nativi digitali – spiega Park al Korea Times – pensano, agiscono e reagiscono in modo molto diverso da quanto facevamo noi, soprattutto perché la loro infanzia è in buona parte disegnata dalla tecnologia. Il loro stile di vita, che viene a formarsi in linea con le tecnologie più avanzate, può rappresentare un bene notevolissimo per questo paese. Cresceranno per essere i creatori di tecnologie futuristiche o consumatori destinati a rafforzare i mercati di settore”.

Ma non è tutto rose e fiori nel paese del broad band. Vi sono esperti, e viene citato un ricercatore dell’Istituto coreano per lo sviluppo della Gioventù, che ritengono necessario tenere gli occhi aperti sui possibili aspetti negativi di tanta tecnologia. “I bambini che accedono ai computer e ai cellulari – spiega – sono più predisposti alla dipendenza da videogioco di quelli che dipendevano dalla televisione. Dobbiamo riconoscere la parte oscura del nativo digitale ed adottare le giuste contromisure”.

Il caso della Corea è emblematico non solo per l’emergere prepotente nell’era digitale delle economie asiatiche ma anche per i numeri in campo e per la leadership acquisita dal paese in questi ambiti un grande “esperimento sociologico” su cui gli esperti di tutto il Mondo tengono gli occhi puntati. Lo spiega al giornale coreano un economista locale, secondo cui “la Corea è in testa a tutti per quanto riguarda i nativi digitali. Come risultato, i paesi esteri cercheranno di capire come va da queste parti, per apprendere in anticipo la lezione. In un certo senso – conclude – la Corea diventerà una palla di cristallo capace di mostrare cosa accade quando i nativi digitali prendono il posto di quelli analogici“.

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